ANNO 16 n° 174
Tarquinia, scontro su Talete: AVS attacca la maggioranza sull’accordo transattivo
Rosati: “Atto inaccettabile, i cittadini pagheranno fino al 2041”. Accuse su trasparenza, debito e gestione delle risorse pubbliche
23/06/2026 - 06:53

TARQUINIA – Si accende il confronto politico in città dopo la presa di posizione del gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che attraverso il capogruppo Piero Rosati ha duramente criticato la delibera comunale n. 160/2025 relativa all’accordo transattivo con Talete S.p.A..

Secondo AVS, l’intesa approvata dall’amministrazione rappresenterebbe un’operazione “inaccettabile” e penalizzante per il Comune di Tarquinia, con effetti economici che si estenderebbero fino al 2041. Il gruppo consiliare parla di una gestione “non trasparente” della vicenda e denuncia una presunta sproporzione tra crediti e debiti tra le parti.

Nel comunicato, Rosati sostiene che il Comune vanti crediti per oltre 2,2 milioni di euro, a fronte di un’esposizione di Talete pari a circa 551 mila euro, evidenziando inoltre la rinuncia agli interessi legali da entrambe le parti e una dilazione dei rientri a lungo termine che, secondo l’opposizione, penalizzerebbe l’ente pubblico.

Il credito del Comune è stato trasformato in una cambiale senza interessi fino al 2041”, afferma Rosati, che contesta anche la struttura dell’accordo, ritenendo che nei primi anni il rientro delle somme sia insufficiente rispetto ai costi sostenuti dall’ente per i servizi idrici.

Tra le criticità sollevate da AVS figura anche la mancata pubblicazione integrale dell’accordo e la presunta carenza di trasparenza amministrativa, con richiami alle norme interne e agli obblighi di pubblicità degli atti. Il gruppo parla inoltre di un processo decisionale concentrato, a suo avviso, e non adeguatamente condiviso nelle sedi istituzionali competenti.

Un ulteriore punto contestato riguarda la gestione complessiva del debito, che secondo l’opposizione comporterebbe un rischio di squilibrio finanziario per il Comune nei prossimi anni, con possibili ricadute sui cittadini.

Rosati definisce l’intesa una scelta “non congrua e non prudente” e annuncia battaglia politica e istituzionale: il gruppo AVS porterà la questione in Consiglio comunale e in tutte le sedi opportune, chiedendo la revisione dell’accordo, il ricalcolo delle condizioni economiche e una maggiore trasparenza sugli atti.

Tarquinia non può essere il bancomat di Talete”, conclude il capogruppo, ribadendo la contrarietà all’intesa così come approvata. La vicenda è ora destinata a rimanere al centro del dibattito politico cittadino nelle prossime settimane.






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